{"id":664,"date":"2014-10-30T10:30:55","date_gmt":"2014-10-30T09:30:55","guid":{"rendered":"http:\/\/ilnasodelvino.com\/?p=664"},"modified":"2014-10-30T10:30:55","modified_gmt":"2014-10-30T09:30:55","slug":"il-vin-cuit-provencal","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilnasodelvino.com\/?p=664","title":{"rendered":"Il Vin Cuit Provencal"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/ilnasodelvino.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Vin-cuit-Provencale2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-665 aligncenter\" alt=\"Vin cuit Provencale2\" src=\"http:\/\/ilnasodelvino.com\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Vin-cuit-Provencale2-84x300.jpg\" width=\"84\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il vin cotto secondo l\u2019antica tradizione Provenzale, \u00e8 da sempre il vino della festa, prezioso, servito soprattutto agli ospiti pi\u00f9 importanti. Si possono trovare nei libri di Marie Mauron e Fr\u00e9deric Mistral, delle citazioni su questa gradevolissima \u201cbevanda\u201d, che veniva tradizionalmente preparata in ogni famiglia all\u2019inizio del secolo. Nel 1975, Jean Salen, allora totalmente sconosciuto nel mondo del vino, decise di rinnovare il Vin Cuit della sua infanzia; essendo la produzione ormai totalmente abbandonata, dovette fare fronte a numerose ricerche per ritrovare la vera e antica ricetta e poter cos\u00ec commercializzare questo vino in tutta legalit\u00e0: questa prevedeva l\u2019esclusione totale di aggiunta di zucchero, di alcol, e di qualsiasi altro prodotto. Purtroppo, questo procedimento, non sempre rispettato, decret\u00f2 la fine della produzione ai fini commerciali del vin cotto. La ricetta del \u201cVin Cuit\u201d \u00e8 veramente molto semplice; dopo la pressatura delle uve, il mosto viene\u00a0 cotto per sei ore a fuoco diretto in un calderone, quindi posto in apposita \u00a0\u201ccuve\u201d questo succo fermenta lentamente per circa un mese. Finalmente arriva il tempo di filtrare e mettere in bottiglia questo vino, giusto prima del periodo delle feste di fine anno. Il vino \u00e8 parte essenziale dei tredici desserts di Natale e accompagna la \u201cPompe \u00e0 huile\u201d , una particolare galletta fatta con un impasto di farina ed olio, aggiunta di scorze d\u2019arancia candite, anice, e profumata dall\u2019acqua di fiori d\u2019arancia. La tradizione Provenzale vuole che la sera della vigilia di Natale, dopo il \u201cGros soupier\u201d, pasto magro costituito da pesce e verdure, si termini questa cena con i \u201ctredici desserts\u201d. \u00a0Si inzuppa\u00a0il dolce\u00a0nel bicchiere di vin cotto, quindi, il nonno e il pi\u00f9 giovane della famiglia, bruciano nel camino un grosso ceppo di albero fruttifero, e per ravvivare la fiamma, il nonno, vi getta un bicchiere di vin cotto, pronunciando alcune parole in Provenzale; \u00e8 Lou cacho-fio, che esprime una sorta \u00a0di benedizione per tutta la famiglia e per la sua continuit\u00e0. Si deguster\u00e0 il \u201cVin cuit\u201d a Natale e in tutte le grandi occasioni. Oggigiorno il vin cotto accompagna a meraviglia tutti i desserts a base di frutta ( albicocche, mandorle, melone\u2026) sposandosi molto bene con le spezie ed il cioccolato. Servito sempre fresco anche al momento dell\u2019aperitivo. La tradizione \u00e8 preservata, Carole e Jean ci regalano con la loro passione anche vini rossi, bianchi e ros\u00e9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vin cotto secondo l\u2019antica tradizione Provenzale, \u00e8 da sempre il vino della festa, prezioso, servito soprattutto agli ospiti pi\u00f9 importanti. Si possono trovare nei libri di Marie Mauron e Fr\u00e9deric Mistral, delle citazioni su questa gradevolissima \u201cbevanda\u201d, che veniva tradizionalmente preparata in ogni famiglia all\u2019inizio del secolo. 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