Vini e vitigni di francia

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Gros Manseng

Identificazione e origine : vitigno tipico della zona pirenaica e del sud-ovest francese, trova oggigiorno spazio di coltivazione anche in altre regioni europee. Iscritto nel Catalogo Ufficiale delle varietà da vino nella lista A1 

Sinonimi: iskiriota zuri handia o semplicemente izkiriota nei Paesi Baschi, Manseng Gros Blanc in Bulgaria

 

Descrizione: grappoli medi, compatti, con la presenza molto sovente di due ali, più o meno sviluppate e inserite molto in alto sul rafide. Peduncoli medi e forti, poco lignificati; bacche da piccole a medie, sferiche, buccia spessa, ricoperta di pruina biancastra, di colore verde pallido che diviene poi di un bel giallo dorato a piena maturazione. Esiste anche una varietà a bacca rossa estremamente raro.

 

Attitudine alla produzione: apertura delle gemme precoce, contemporanea a quella dello Chasselas doré de Fointainbleu. Vitigno vigoroso e molto fertile, viene generalmente condotto in taglio lungo, ma anche sacrificato con taglio corto laddove venga ricercata la massima qualità. Resiste bene alla muffa grigia, meno all’oidio e alla peronospora. Il suo ciclo vegetativo, nonostante l’apertura precoce della gemma, risulta essere piuttosto lungo, cosa che porta alla maturità in terza epoca e anche oltre, d’altronde questo vitigno guadagna moltissimo se raccolto molto ben maturo.

Cloni certificati: sono stati certificati in totale 8 cloni; il 397,439,572,634,661,662,731 e il 764. Tra questi il 731 risulta essere superiore a tutti gli altri, e, in grado di originare dei vini più fini e di ottima tipicità.

Vino e aromi: fa parte delle denominazioni di Béarn, Saint Mont, Floc de Gascogne, Jurancon, Pacherenc de Vic Bilh, Tursan e Côtes de Gascogne. Generalmente dona vini meno fini di quelli ottenuti dal Petit Manseng, spesso però con un boun potenziale alcolico ed aromatico, conservando al contempo una fresca acidità. Si presta sia all’elaborazione di vini secchi, ma più spesso viene utilizzato, anche abbastanza regolarmente per produrre degli eccellenti vini moelleux sfruttando vendemmie più o meno tardive, sino alla produzione confidenziale di vini molto dolci in associazione con il Corbu Blanc e il Petit Manseng (vini di ghiaccio). I vini si possono conservare anche per periodi mediamente lunghi. Il bouquet si presenta normalmente ampio e generoso di aromi, tra i quali, di rilevanza assoluta quelli di albicocca, di fiori bianchi, di pesca, di pompelmo e mela cotogna.

Accostamenti consigliati: trova diversi impieghi a secondo della tipologia di vino in esame: i vini secchi ben si sposano a piatti a base di pesce in genere, meglio se di consistenza paciosamente grassa, quelli semi secchi e abboccati divengono eccellenti al momento dell’aperitivo, sposando tartine e stuzzichini di ogni genere, ma soprattutto esprimono il massimo quando vengono utilizzati come tuttofare nell’accompagnamento di formaggi di diversa origine e struttura. Cosa dire allora dei vini dolci? Normalmente la loro notevole struttura e complessità, ne fanno compagni ideali del fegato grasso, dei formaggi a pasta erborinata ma anche di importanti dolci e dessert in genere.